Instagram è differente dagli altri Social Network

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Senza troppi giri di parole, ammettiamolo: Instagram è differente dagli altri Social Network, è stato designato per essere utilizzato sull’App dai dispositivi mobili, offre moltissime opportunità per brands e artisti e sta diventando sempre più multimediale.

Quando su Twitter non si potevano ancora pubblicare contenuti diversi dalle parole, si scaricava IG per linkare nei 140 caratteri disponibili le proprie foto e condividerle in tempo reale.

Instagram era un Social dedicato a fotografi, viaggiatori, artisti e pian piano anche le aziende hanno iniziato a vederne le potenzialità.

Dal divertimento accompagnato dall’ispirazione, era molto interessante e innovativo pubblicare nel Feed una propria foto visibile in tutto il mondo o quasi, usando le hasthag più pertinenti. 

A seconda dell’istante in cui si pubblicava, con un pizzico di fortuna, si potevano raggiungere tantissimi utenti e ricevere tantissimi Like e potersi far conoscere. Semplice, immediato, istintivo e soprattutto un Social giovane, dinamico e giocoso, perfetto per ritoccare i Selfie.

Instagram, un po’ di storia

Ora sono passati anni da quel 6 ottobre 2010, in questa data è avvenuto il lancio dell’App e ad oggi è una delle più utilizzate, conta ben 500 milioni di utenti che ogni giorno caricano Stories, dirette e contenuti multimediali. 

Instagram è diventato un canale di comunicazione così potente da inventare la figura dell’Influencer e successivamente quella del Brand Ambassador.

Chissà se Kevin Systrom e Mike Krieger si sono ispirati alla Polaroid, la macchina fotografica vintage che stampava le foto in modo immediato. In realtà si racconta che sia una vecchia Holga ad averli ispirati. 

In ogni caso l’idea del formato delle foto quadrate 1080 x 1080 è geniale, sono perfette per creare il proprio Feed in modo giocoso e artistico, in fila per 3. Di sicuro volevano dare vita ad un social fresco, giovane e immediato e ci sono riusciti grazie alla gamification: tutti erano in grado di fare foto stupende e ritoccate. Le persone hanno iniziato a riempire di filtri ed effetti le proprie foto.

Pare strano pensare che inizialmente IG era un’applicazione che permetteva solo di scattare delle bellissime foto da poter condividere all’istante con amici e parenti. Il suo punto di forza era poprio quello di includere dei filtri e cornici per ritoccarli immediatamente, senza troppe nozioni sui programmi di grafica e senza dover passare le foto su PC.

Il primo scatto che è stato pubblicato fu quello di un cane, amatissimo compagno fedele dell’uomo e fu pubblicato come test di prova da uno dei fondatori; infatti, la didascalia che lo accompagna è “test”. Ne sono passati di anni da quella prima foto e soprattutto di cambiamenti!

Nel 2011 vennero introdotti gli hashtag e nel 2013 diventa possibile condividere anche i formati video. Nel 2015 sono state introdotte le Stories e dal 2020 in poi, dopo il Lockdown, gli sviluppatori si sono concentrati a migliorare i messaggi istantanei e le Dirette e sono state rese disponibili le videochiamate.

Ora è nato Instagram per il Business e si ha la possibilità di comprare i prodotti taggati nelle foto, associando piattaforme e-commerce come Shopify, per citarne una.

L’ algoritmo di Instagram non è da combattere, ma è da comprendere

Se all’inizio, lo scopo di Instagram era quello di acquisire nuovi utenti, ora è decisamente quello di offrire contenuti di valore ai propri followers e perché no: farsi pagare in cambio di visibilità.

Tutti parlano del tanto odiato algoritmo di Instagram che penalizza i marchi o gli influencer. 

In verità basta utilizzare una giusta strategia e cercare di essere il più corretti possibile.

Barare non serve a molto, con tools adatti come Ninjalitics, per citarne uno, si può notare subito l’autenticità dei profili e la loro storia.  Purtroppo, non tutte le aziende sono in grado di valutare i profili dei loro collaboratori digitali, forse attratti dalle vanity metrics regalano prodotti e pagano prezzi esorbitanti per personaggi “famosi” che portano veramente pochi risultati. Lo si vede dalle conversioni inesistenti o insignificanti alla fine di una collaborazione.

Esistono profili con milioni di milioni di Followers che non appartengono a celebrità, ma a persone che hanno investito qualche centinaio di euro in Bot, pacchetti followers e dal giorno alla notte si sono ritrovati “famosi”.

Famosi con engagement bassissimi, al di sotto dello 0.05%, senza nessuna interazione e con commenti fatti dalle stesse 4 persone che mettono qualche emoji senza scrivere.

L’algoritmo di Instagram può anche risultare rigido e a volte ingiusto, ma è stato ideato per offrire dei contenuti di qualità e per penalizzare chi bara.

Per fare alcuni esempi pratici: i tatuatori hanno una visibilità scarsa perché il rosa della pelle viene interpretato come nudo e quindi va un po’ ritoccato il colore prima di postare, e molti artisti sono penalizzati e con contenuti non visibili al pubblico per il nudo di una semplice statua in argilla polimerica.

In verità vengono usati una varietà di algoritmi, processi e classificatori per personalizzare al massimo l’esperienza dell’utente volta a spingerlo a rimanere più tempo possibile sulla piattaforma, a seconda dei gusti personali e alle persone che segue.

Il consiglio è sempre quello di provare, fare dei micro-test e cercare di non condividere contenuti duplicati, leggere bene il regolamento e soprattutto essere più autentici possibile. Solo l’esperienza in base anche al settore in cui si lavora, può fare la differenza. La prima domanda da farsi non è: “Come faccio a diventare famoso?”, bensì: “Cosa ho da offrire?”.

Crescere in organico si può, ma ci vuole pazienza e soprattutto il fattore “C” che è la costanza e non ha nulla a che vedere con la fortuna.

Instagram in continua evoluzione

Reels

Instagram offre moltissime possibilità ed è in continua evoluzione, ora un po’ ispirato da Tik Tok e il suo grande successo riscosso negli ultimi anni, con la sezione Reels ha un mondo tutto nuovo da scoprire tra musiche catchy, hits del momento in sezioni da 15 secondi ed effettivamente è un po’ come avere un miniprogramma di editing in tasca.

Con un po’ di fantasia e il giusto tempismo si possono seguire i trends del momento ed andare virali. L’importante è non far passare troppi giorni dal momento in cui esce questa sorta di challenge: è molto divertente vedere come interpretano i vari utenti i video più popolari e li riadattano al loro prodotto, brand o personaggio digitale. In questo caso la generazione Z detta legge e in qualche caso è probabile che qualcuno vi dia del Boomer nei commenti. Conoscere il loro mindset è fondamentale per creare una community solida, tenendo presente che la maggioranza delle persone cerca intrattenimento e leggerezza, senza prendersi troppo sul serio.

IGTV

IGTV invece è una sezione a parte dove sono presenti i video più lunghi, a volte delle semplici dirette salvate: tutorials o semplice intrattenimento. Questo probabilmente ricorda un po’ i contenuti di YouTube ed è un ottimo canale per avere visibilità.

Instagram: a cosa deve il suo successo?

Instagram è un Social veramente multimediale e il suo successo è dovuto proprio al fatto di non perdere la propria identità pur introducendo in continuazione nuove funzionalità ispirate agli altri Social Media e alle esigenze dei propri utenti. 

È molto difficile prendere il meglio senza copiare, è quasi un’arte.

Instagram è molto attento ai cambiamenti e alle esigenze dei suoi utenti e li accontenta, li ispira, li intrattiene e semplifica anche gli acquisti e le interazioni, per questo è uno dei social media più usato e più completo.

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Al prossimo articolo.
Saluti dal #MAgodelPC

b.pramaggiore

Ti racconto un pò di me… Cercherò di essere coinciso e non dilungarmi troppo, non vorrei annoiarti.. Come potrai dedurre una delle mie passioni è la Tecnologia e tutto quel che ruota intorno al mondo informatico, ma la mia vera Fortuna, abbinata a tanto duro lavoro, e di questo devo ringraziare i miei genitori che mi hanno insegnato la cultura del sacrificio e del duro lavoro, grazie a tutto questo sono riuscito a trasformare la mia passione nel mio lavoro principale...

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