Fake news

C’è una crescente preoccupazione tra i responsabili politici, i manager e i ricercatori accademici sul ruolo che i social media svolgono nella diffusione della disinformazione, ampiamente descritta come Fake news.

Tuttavia, la ricerca fino ad oggi si è concentrata principalmente sulle implicazioni delle fake news per la comunicazione politica e il dibattito. C’è stata meno attenzione sulle implicazioni della disinformazione dei social media sul marketing e sui consumatori.

Dato il ruolo chiave dei social media come piattaforma di comunicazione, c’è una lacuna nella nostra comprensione delle notizie false attraverso la lente del consumatore.

Fake News

Le 5 fasi delle Fake news

Attraverso la valutazione critica e la sintesi della letteratura, identifichiamo cinque temi che spiegano il fenomeno delle fake news:

  1. il processo di diffusione
  2. le caratteristiche del canale di diffusione
  3. i risultati
  4. la legittimità fabbricata
  5. gli atteggiamenti.

Fake è un termine inglese che sta a significare “falso”, “contraffatto”, “alterato”, “tarocco”. Come neologismo italiano è stato usato per indicare “la sostituzione di contenuti pubblicitari con slogan di protesta, come critica a certe politiche aziendali”

da Wikipedia

Il processo di diffusione

Purtroppo una parte di queste fake news è condivisa in modo involontario, specialmente sui social Network. Gli utenti non verificano in modo corretto la fonte e nemmeno la notizia stessa. Ne consegue un rilancio di notizie inaccurate, inesatte e false. Alla base di tutto ciò c’è un’ assenza di verifica approfondita.

Purtroppo questo accade anche a giornalisti, che in realtà, dovrebbero evitare di diffondere informazioni false o equivoche. Un po’ per la scarsità di tempo e la fretta di condividere con titoli esagerati le notizie in tempo reale, questo fenomeno è sempre più comune.

Le caratteristiche del canale di diffusione

Le notizie sono mai accessibili da qualsiasi dispositivo e canale social. Occorre un maggior senso critico tra gli utenti, anche se il fenomeno delle bufale esiste  anche prima della diffusione di internet e i suoi Social Media, il panorama online è ormai compromesso.

Chiunque può aprire un blog o degli account sui Social Media. Sempre più utenti online sono abituati a leggere notizie anche da aggregatori Social Network oltre che da testate giornalistiche.

Siti meno affidabili che sfruttano strategie come il click baiting catturano maggiormente l’attenzione e la content curation non avviene più in modo tradizionale e analizzate da una redazione di una testata giornalistica competente.

Purtroppo condividere e ritwittare avviene in un attimo e la diffusione delle fake news avviene in modo rapido e incontrollabile.

I risultati

Tutto questo condividere a casaccio dati e notizie non verificate crea moltissima confusione , da quando l’elaborazione dei contenuti riguarda gli utenti e non degli esperti del settore si tratta di crowdsourcing content Creation. In questo caso, la notizia si allontana velocemente sempre di più da chi l’ha creata, spesso con un passaparola che ne amplifica le inesattezze.

Colossi come Facebook, Twitter e Google non verificano nel dettaglio la enorme quantità di contenuti creata ogni giorno.

La legittimità fabbricata

Essendo dei canali d’uso quotidiano, i Social Network favoriscono le informazioni di qualsiasi provenienza anche provenienti da siti poco attendibili e da numerosi profili falsi. Alcuni contenuti sono stati creati proprio con l’intento di catturare l’attenzione, piuttosto che informare.

Purtroppo alcuni di essi hanno proprio come scopo il voler dividere in fazioni e promuovere emozioni negative.

Gli atteggiamenti

Che siano notizie inventate, distorte, comprese male, decontestualizzate, condivise per sbaglio o intenzionalmente, la possibile  vitalità dei Social Media ha reso questo fenomeno di dimensioni colossali.

Bot e troll sono all’ordine del giorno e alcuni giornalisti sono messi talmente sotto pressione che non hanno il tempo per attuare le giuste verifiche. I loro processi di news making sono veramente troppo frettolosi.

Alcune fake news hanno un atteggiamento mimetico ed utilizzano cornici, layout e immagini di intestazioni favorevoli.

Esistono molti modi per verificare le notizie prima di condividerle e questa responsabilità è di tutte le persone che possono condividere e lanciare qualche messaggio, non solo di chi le posta per la  prima volta.

Ci sono vari modi per mettere in discussioni la veridicità delle notizie prima di cliccare sull’icona condividi, uno di questo è di controllare le informazioni sul sito bufale.net  .

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Al prossimo articolo.
Saluti dal #MAgodelPC

b.pramaggiore

Docente e informatico da oltre vent'anni: Excel, Social Media Marketing. Specializzato in crescita organica gestisco i social e ti offro consulenze. Eseguo riparazioni pc e installazioni periferiche, offro assistenza da remoto e in sede. Creo siti Web e gestisco blog, amo la tecnologia, la natura e sono molto curioso.

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